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CLUB ALPINO ITALIANO

SEZIONE DI LAGONEGRO

"G. De Lorenzo"

Fondata nel 1995

 
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G. DE LORENZO 1871-1957

 

  Giuseppe De Lorenzo a cinquant’anni dalla sua scomparsa

 

Dipartimento di Scienze Geologiche
Università degli studi della Basilicata

Chi si è occupato di Scienze della Terra in Italia, con particolare riferimento al complicato assetto strutturale dell’Appennino meridionale e ai suoi caratteri stratigrafici e morfologici, non può non conoscere Giuseppe De Lorenzo, il grande geologo lucano. Ma questo vale, per la verità, anche per chi si è occupato di sinologia, filosofia orientale e storia delle religioni. E qui sta la prima diversità del De Lorenzo rispetto allo “scienziato-tipo”: a quale tradizione appartiene?

Giuseppe De Lorenzo nasce a  Lagonegro il 24 aprile del 1871, in una famiglia che potremmo definire agiata e che fu certamente di sprone alla fantasia del naturalista fin dall’infanzia. Perde presto entrambi i genitori e questo deve aver generato quella nota malinconica del suo carattere che traspare in molte sue opere, soprattutto del secondo periodo (quello cioè maggiormente dedicato allo studio filosofico) e in qualche carteggio privato. L’amore incondizionato per la geologia lo porta comunque alla pubblicazione – a soli ventuno anni e prima di conseguire la laurea – della ben nota memoria intitolata “Osservazioni geologiche nei dintorni di Lagonegro”, pubblicata sull’allora prestigiosissima rivista dell’Accademia dei Lincei. Si laurea in Scienze Naturali all’Università di Napoli nel 1894, a ventitré anni, con il massimo dei voti e con la lode. Nel 1896 pubblica i suoi “Studi di geologia nell’Appennino meridionale”, opera fondamentale del suo percorso e soprattutto fonte di ispirazione continua per un paio di generazioni a venire. È invece del 1899 la ponderosa sintesi sul vulcano del Monte Vulture (“Studio geologico del Monte Vulture”), assolutamente straordinaria per le conoscenze di allora.

Le scoperte geologiche e la visione innovativa del giovane De Lorenzo portarono all’organizzazione di un congresso della Società Geologica Italiana  in terra lucana, proprio a Lagonegro, che onorò da par suo con la stesura della “Guida geologica dei dintorni di Lagonegro in Basilicata” (1898), orgogliosamente presentata dal suo maestro, il Prof. Bassani dell’Università di Napoli (che De Lorenzo si limitò a chiamare Professore, invece di Signor Professore, solo dopo aver conseguito la cattedra nello stesso ateneo). Insieme con il famoso volume intitolato alla “Terra madre”, pubblicato nel 1920, questi scritti costituirebbero da soli materiale sufficiente per la venerazione di un insostituibile Maestro di scienza.
De Lorenzo fu in realtà autore di centinaia di note scientifiche, tutte di estrema rilevanza per le conoscenze dell’epoca, e non solo: per i geologi e paleontologi del Quaternario è per esempio ancora oggi un solido riferimento il suo fondamentale lavoro del 1898 sui bacini intrappenninici (“Reliquie di grandi laghi pleistocenici nell’Italia meridionale”). Fu vincitore nel 1897 del premio dell’Accademia di Scienze di Napoli, l’anno successivo del Premio Reale dei Lincei e nel 1901 del Premio Molon. Nel 1913 è senatore del Regno. Ma lo scienziato – per il quale, basti pensare, fu istituita la prima cattedra di Geografia Fisica dell’Italia meridionale (1907) – è anche autore di note pervase da profonda conoscenza filosofica, storica e artistica, come lo scritto dedicato al “Significato geologico di alcuni miti ariani”, del 1901, quando De Lorenzo, che ha da poco compiuto i trent’anni, è già nel pieno della sua maturità intellettuale e scientifica. E, ancora, fine autore di saggi su Leonardo da Vinci e Giordano Bruno, solo per citarne alcuni. L’apice della sua “seconda carriera”, se così vogliamo dire senza essere riduttivi, fu però toccato con gli scritti sul buddismo e la traduzione dal canone pâli dei discorsi di Buddha.

Giuseppe De Lorenzo fu allora pienamente uomo dell’ottocento – pur avendo vissuto la maggior parte della sua vita nel secolo breve – e degno erede di una tradizione che potremmo definire di visione olistica della conoscenza, nella quale scienza e umanesimo si incontrano senza compromessi, in una integrazione culturale talmente armonica che oggi ci rende confusi e ammirati di fronte all’apparente dicotomia della sua vita.

Giuseppe De Lorenzo muore a Napoli il 27 giugno 1957,all’età di 86 anni.


Marcello Schiattarella
Presidente Comitato Scientifico
Sezione CAI Lagonegro